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Quali Sono le Origini degli Orologi da Polso

Fino dalla sua nascita l’essere umano è stato accompagnato da un bisogno: quello di misurare il tempo. Man mano che l’uomo si è evoluto, questo bisogno è diventato sempre più necessario, e ha seguito l’evoluzione dell’essere umano con lo sviluppo della sua intelligenza, tramite cui l’uomo è stato in grado di pensare, di progettare e di costruire un apparecchio via via più affidabile e preciso che misurasse il tempo: questo strumento è l’orologio.

Il primo strumento per misurare il tempo con cui l’essere umano si è messo alla prova è stato la meridiana: da allora sono trascorsi dei millenni.

Quando l’essere umano incominciò a costruire dei mezzi per navigare, si ritrovò obbligato a misurare il tempo nel modo più preciso e affidabile possibile: da un’informazione erronea rischiava anche di sbagliare la propria rotta, quindi si comprese subito che essere in gradi di misurare il tempo era di importanza vitale.

Clessidre e orologi medievali
Per compiere una traversata le clessidre, gli orologi ad acqua o quelli a candela utilizzati nel Medioevo non potevano certamente essere stimati accettabili, non era sufficiente come riferimento per misurare abbastanza precisamente il tempo passato.

Nel caso delle previsioni conseguite tramite i calcoli su quanto tempo potesse servire per compiere un certo viaggio, se non si fossero ottenuti dei riscontri affidabili sarebbero stati inutili tutti i calcoli di previsione. È all’incirca all’anno 1000 d.C. che si fanno risalire i primi esemplari dell’orologio meccanico.

Con il progredire dei secoli gli orologi cominciarono a divenire familiari per i monaci, che così riuscivano ad utilizzare meglio il tempo da sfruttare nelle loro attività. Nel XVIII secolo il governo britannico offrì un ingente premio in denaro all’artigiano che fosse stato in grado di costruire l’orologio più affidabile e preciso che doveva essere impiegato proprio nella navigazione.

Per via dell’incessante studio dell’uomo e dell’applicazione della teoria nella pratica, l’orologio ben presto diventò anche un prezioso gioiello da mettere addosso e sfoggiare. Pregiato due volte: per via della sua pratica e indispensabile funzione di misurare il tempo e perché viene realizzato con i metalli nobili, come l’argento, l’oro o il platino.

Il ritrovamento più antico in assoluto di quelli rinvenuti è la macchina di Anticitera, capace di misurare il tempo, di calcolare lo spuntare del sole, la fase lunare: insomma, uno straordinario calcolatore che compiva diverse operazioni e che risale al 100 a.C. circa.

Fu attorno al 1200 che comparvero i primi modelli di orologio meccanico, e comunque avevano le peculiarità tipiche di quelli costruiti in tempi più moderni. Non possedevano il quadrante con le lancette, ma una suoneria che trillava ogni tot tempo passato.

Il principio su cui ruota il funzionamento dell’orologio meccanico si basa su di un motore, che nei primi modelli era realizzato tramite un peso dosato sulla circonferenza di un cilindro: la sua lenta rotazione diventava possibile mano a mano che il peso gradatamente scendeva; un sistema di ruote dentate che erano collegate al cilindro e potevano girare; l’intero movimento degli ingranaggi era controllato dalla ruota di scappamento che arrestava, ogni tot di tempo, la discesa del peso.

 

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