“Google Me”: il film degli “omonimi del web”

google me
Chi non ha mai provato, almeno una volta, a cercare il proprio nome in Google? Che sia per lavoro o semplicemente per curiosità, la mole dei risultati può davvero soprendere. E perchè no? …magari scatenare anche qualche bizzarra idea!

E’ il caso del film Google Me, un documentario davvero particolare.
Per realizzarlo, infatti, il suo autore Jim Kileen ha tratto ispirazione proprio da una ricerca in Google. Ed i risultati sono stati la sua “musa ispiratrice”!
Telecamera alla mano, il simpatico e creativo regista americano ha deciso di andare in giro per il mondo a cercare i suoi omonimi del web. Ed ecco che dagli incontri e dalle interviste è nato Google Me, un lungometraggio in cui un solo nome unisce tante facce… ma soprattutto tante personalità anche molto differenti!

Un viaggio lungo un anno per realizzarlo e tappe negli USA, in Australia, in Irlanda ed in Scozia. Ma adesso il film è pronto e, oltre che in vendita come dvd, è visibile gratuitamente online su Youtube.

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ThisOneNext: chiedi… e ti sarà detto!

thisonenext
Bisogno di un consiglio sul prossimo film da vedere? O magari su quella canzone che manca alla vostra playlist preferita? Se il solito amico non risponde al telefono… allora non vi resta che accedere il pc!

Se volete avere la risposta giusta, affidatevi a ThisOneNext.
Il funzionamento di questo sito è molto semplice. Basta digitare nell’apposito campo il nome di un libro, di un film, di una canzone oppure di un artista e dare la conferma della richiesta.
Detto fatto, ThisOneNext genererà una piccola “lista di raccomandazioni”, ovvero di titoli o autori che meglio si accostano a quello che avete appena digitato.

Una soluzione davvero comoda e veloce, di certo più della telefonata al sapientone di turno… Ma se poi il consiglio non fosse quello giusto?
Sicuramente non potete prendervela con nessuno!

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PISQ: guerra in tempo di pace

PISQ
Immaginatevi un paesaggio ricco di sole lambito da acque azzurre e cristalline che bagnano una lunga curva di sabbia bianca, con dietro colline morbide e rotonde qua e là sormontate da antiche torri e da ancestrali nuraghi circolari.
Ci credereste mai che, nello stesso luogo, missili appuntiti carichi di odio chimico percorrono linee rette fino a esplodere contro i loro obiettivi, inquinando l’aria, il profondo del mare, o il dolce ventre della stessa terra?
Avreste mai pensato che il mercato d’armi europeo con la più vasta area adibita alla sperimentazione di armi innovative si trova in uno dei tanti paradisi turistici della nostra nazione?
Sì, perchè in Sardegna non ci sono solo le spiagge da cartolina e il mare blu.
C’è anche un’insospettabile base militare al servizio della NATO e il suo nome in codice è PISQ, acronimo di Poligono Interforze del Salto di Quirra.

A mettervi davanti agli occhi lo “scandalo” ci ha pensato Daniela Piu, documentarista studiosa della cultura della sua isola.
Trascinando nell’impresa il regista Alessandro de Palo, l’autrice è partita alla volta della sua amata terra natia armata di telecamera e ben decisa a documentare le conseguenze sul territorio e sulla popolazione civile di quella che sembra una vera e propria guerra in tempo di pace.
Ne è nato un intenso reportage di 25 minuti dal titolo PISQ, in cui le testimonianze di chi in prima persona subisce gli effetti nefasti delle vicende oscure legate alla presenza del poligono militare svelano l’operato di una macchina di distruzione e morte che agisce indisturbata protetta da interessi economici apparentemente più importanti.

Vi basterà sapere che il PISQ si estende per 12.700 ettari di terreno e 2.800.000 ettari di mare, con uno spazio aereo non quantificabile.
Per farci un’idea delle dimensioni del poligono, ricorderemo che la sola area marina é più grande della Sardegna stessa.
Tutte le nazioni della NATO possono affittare il poligono per testare e sviluppare i propri armamenti. Sappiamo però che il PISQ é stato usato anche da libici e israeliani.

Oltre che fungere da campo di prova per la sperimentazione di armamenti innovativi testando razzi, bombe, aeroplani, carri armati e creando simulazioni con (relativi inquinamenti) identici ad una vera guerra, il PISQ lavora anche come mercato.
Qui le nazioni e le imprese produttrici d’armi s’incontrano, qualcuno vende, gli altri comprano. Chi é autorizzato a partecipare in questa “esibizione commerciale” di guerra? E’ solo una questione di soldi. L’area del PISQ può essere affittata per 50.000 euro all’ora. Tre nazioni al giorno possono usarla per otto ore consecutive, se rispettano l’orario concordato. In un solo giorno operativo nel PISQ si guadagnano 1.200.000 euro.

E non è tutto. Grazie al lavoro di Daniela Piu veniamo a sapere che il PISQ sta al momento costruendo nuove strutture militari e bombardando siti naturali, archeologici e storici.
Ma la cosa più grave è che sta anche avvelenando l’acqua, le piante, gli animali e gli esseri umani. Data l’alta percentuale di leucemie registrate nell’area di Quirra (10%), voci a proposito della “sindrome di Quirra” hanno iniziato a diffondersi accusando la base di fare uso di uranio impoverito. Alcuni militari che sono stati formati nel PISQ soffrono di leucemia. Alcuni agnelli sono nati senza gambe, con due teste o con altre strane malformazioni. Gli animali che vivono nel territorio del poligono non portano più a termine le gravidanze. E, infine, ciò che è ancora più grave sono gli effetti sulla popolazione civile. A titolo di mero esempio, in un paese del territorio del PISQ tredici bambini sono nati con gravi malformazioni genetiche.

PISQ
è un lavoro approfondito ed ampiamente documentato, che con coraggio denuncia apertamente quello che i media ufficiali non dicono.
Un reportage realizzato dalla produzione indipendente dPART.
Da guardare per non credere ai propri occhi…

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Tutto il cinema e la musica… in una mappa!

liveplasma
Siete rimasti folgorati da Fantasmi da Marte e volete sapere quali sono gli altri film di Carpenter?
Vi siete sparati un overdose di tutta la discografia dei Blur e siete alla ricerca di gruppi che fanno musica simile?
Andate su Liveplasma e soddisfate tutte le vostre curiosità musicali e cinematografiche!

Liveplasma
è un motore di ricerca dedicato alla musica e al cinema che costruisce delle “mappe relazionali” del tutto simili a quelle coloratissime della metropolitana.
Il meccanismo è davvero intuitivo. Basta digitare il film o l’artista musicale da cercare nella sezione di riferimento, ed ecco apparire al centro della mappa una sfera verde con il nome ricercato. Da essa dipartono una serie di linee che la collegano ad altre sfere contenenti altri nomi collegati tra loro. Più una sfera è vicina a quella originale, più l’oggetto è simile a quello che avete cercato voi… e quindi, più alte sono le probabilità che vi piaccia!

Il sito è decisamente “user friendly”: con semplici click del mouse si può modificare la mappa, salvarla, aggiungere un gruppo o un regista ai propri preferiti.
Il sistema di catalogazione dei contenuti, poi, è particolarmente geniale: ad ogni genere musicale o cinematografico è assegnato un colore, così che basta leggere una volta la legenda per conoscere immediatamente il tipo di opera in questione.

Ce n’è proprio per tutti i gusti: dalle star di fama mondiale alle produzioni di nicchia. E anche in questo caso la navigazione è totalmente “visiva”: più grande è la sfera attorno a un nome, più famoso è quell’artista.

Insomma, Liveplasma è un modo davvero divertente e rapido per espandere la propria cultura musicale e cinematografica!

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